Page 71 - Diana
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mi riprometto qualche buon pasto e tanto riposo
         nei primi giorni… ma so che non sarà possibile. La
         stanchezza offusca le forze ma il ricordo di quan-
         to visto nei giorni scorsi è forte e vince su di me.
         Scrivo ancora di getto prima che il ricordo si ad-
         dolcisca e si stemperi in più misurate espressioni.
            Dopo aver viaggiato in lungo e in largo per la
         Piana di Ninive dove ho visitato Qaraqosh, Bartella,
         Karamles, Alqos e dopo la inaugurazione del pozzo
         d’acqua a Mangesh ecco Mosul. Accompagnato an-
         cora da Ivan, il mio esperto e fidato autista, che nel
         2017 mi ci aveva già portato, arriviamo in città. Ho
         chiesto a preti di accompagnarmi, ma nessuno è an-
         cora tornato in modo permanente nella città islamica.
            Il vescovo Nizar Semaan, che incontro breve-
         mente a Qaraqosh mi dice chiaramente:
            “Qui non è sicuro per i cristiani. Gigi, stai mol-
         to attento quando arrivi a Mosul, il clima non è a
         noi favorevole”.
            Me ne accorgo subito, dagli sguardi diffidenti
         e ostili della gente semplice che si incontra per le
         strade. Il centro del nostro viaggio è la moschea
         al-Nuri dove il califfo Al Baghdadi, il 29 giugno
         2014, aveva proclamato lo Stato islamico. Ivan mi
         dice che è possibile e così il nostro grosso fuori-

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