Page 34 - Daria
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Il secondo amico al quale ho chiesto di meccanismi totalitari e gli orrori quotidiani
venire con me a Novosibirsk si chiama dei gulag. Nato l'11 dicembre 1918 a
Aleksandr. Di lui mi colpisce molto Kislovodsk, da una famiglia benestante di
un’espressione che riconosco oggi vera kulaki (contadini benestanti,
per me; pur non avendo mai fatto originariamente proprietari terrieri che
esperienza di un lager, pure la perdita dei utilizzavano manodopera salariata,
successi giovanili mi ha trasformato n.d.a.), vide le proprietà familiari
profondamente: “Inebriato dai successi espropriate. A 23 anni fu arrestato per la
giovanili mi sentivo infallibile e quindi ero prima volta: una lettera privata con
crudele. Ma sulla paglia marcia del lager critiche a Stalin, intercettata, gli costò otto
avvertii in me il primo fievole battito del anni nei gulag siberiani. Durante le notti,
bene”. Definire Aleksandr Solženicyn un al lume di candela, scriveva di nascosto:
grande scrittore è certamente corretto, così nacque "Una giornata di Ivan
ma al contempo riduttivo. La sua Denisovič", il racconto di una giornata
imponente opera letteraria supera apparentemente semplice in un gulag
l’indiscusso valore culturale che lo colloca sovietico degli anni Cinquanta del secolo
nella tradizione dei giganti della scorso.
letteratura russa come Lev Tolstoj e
Fëdor Dostoevskij. Attraverso i suoi scritti
e la sua stessa vita, Solženicyn ha
rappresentato valori alti e universali:
l’indipendenza, l’autonomia di pensiero e
il coraggio di chi lotta per la libertà.
Sebbene oggi sia meno conosciuto e letto
rispetto a qualche decennio fa, la sua
influenza sulla cultura occidentale resta
immensa. È stato il primo a denunciare,
come diretto testimone e vittima, la natura
del regime sovietico: ne ha svelato i

