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 comunista, si  mostrava altrettanto  critico   stato a lungo perseguitato, accettando
 nei confronti delle democrazie liberali   persino un incontro con Vladimir Putin. Il
 occidentali,  che  considerava  eredi  3  agosto 2008 viene stroncato da  un
 ideologiche  della Rivoluzione francese.   infarto, all’età di 89 anni. Cosa rimane
 Quattro anni più tardi viene espulso,   oggi  di  Solženicyn?  Si  tratta
 inizialmente “deportato” nella  Germania   indubbiamente di  uno dei più grandi
 dell’Est; in  seguito riesce a  espatriare   scrittori del Novecento, non solo in ambito
 verso l’Occidente. Finalmente riceve  il   russo ma in quello mondiale. Una figura
 premio e  tiene un discorso  memorabile,   complessa,  difficile da comprendere fino
 parlando a nome dei milioni di uomini e   in fondo, profondamente legata alla
 donne cancellati dalla brutalità dei gulag   cultura e all’anima russa.  Non  fa alcuna
 del comunismo realizzato. A Roma,  ha   concessione al comunismo, ma allo
 l’occasione di incontrare Giovanni Paolo   stesso tempo respinge l’idea che sia una
 II. Con il  Papa polacco dialoga a  lungo,   conseguenza inevitabile  della società
 senza bisogno di traduttori. Karol Wojtyla   zarista  russa. Piuttosto, lo interpreta
 gli confida di essersi spesso ispirato a lui   come  un  prodotto  dell’Occidente,
 e di aver riflettuto profondamente sui suoi   considerandolo un  erede autentico della
 scritti.  Si trasferisce inizialmente in   Rivoluzione francese del 1789. Non si
 Svizzera e  successivamente negli Stati   riconosce nelle società liberali occidentali,
 Uniti, dove però non si integra nella   che anzi  condanna  con fermezza. Il  suo
 società americana; apprende a malapena   pensiero trova profonde radici nei valori e
 solo  poche parole d’inglese.  Nel 1994,   nella visione letteraria di Dostoevskij.
 dopo il  crollo del sistema  sovietico,  fa   Infine, il terzo amico che venerdì
 ritorno in Russia. Il suo arrivo è simbolico:   prossimo partirà con me per Novosibirsk
 atterra a Kolyma, uno dei gulag sovietici   si chiama Fëdor… La sua vita è stata un
 più orrendi. Da lì  intraprende un lungo   canto sofferto alla felicità: “L'uomo è
 viaggio in treno che  lo  porta da   infelice perché non sa di essere felice.
 Vladivostok a Mosca. Sei anni dopo fa   Soltanto per questo. Questo è tutto, tutto!
 pace con la sua patria amata, da cui era   Chi lo comprende sarà subito felice,
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