Page 33 - Daria
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Daria  – Siberia   9ROWL'L6SHUDQ]D Q     Daria  – Siberia   9ROWL'L6SHUDQ]D Q

 Scrisse: “I dispiaceri, nella vita, non   dettagli unici su  ciascuno di loro e  si
 si possono  evitare;  ma i dispiaceri –   interessava al loro destino. Scriveva loro
 consapevolmente e alla luce degli   lettere o chiedeva notizie alla moglie. L’8
 avvenimenti generali –  ci educano  e   dicembre 1937 segnò la  fine della  sua
 arricchiscono, e in seguito portano i loro   vita. Neve candida cadeva lenta sulle
 frutti positivi. Per questo, mio caro figliolo,   terre ghiacciate delle isole Solovki. Piccoli
 sii  calmo, confida in un  futuro migliore,   fiocchi di neve  candida si posavano al
 non agitarti e cerca, in ogni istante, di   suolo, delicati ma implacabili, come i
 approfittare di ciò che  hai, facendo tutto   corpi senza vita dei prigionieri. Era una
 ciò che si può fare in  questo tempo.”   giornata d’inverno cupa, fredda, e il sole
 (Pavel Aleksandrovič Florenskij,  “Non   non si affacciava a  illuminare nemmeno
 dimenticatemi”, 1935). Florenskij credeva   uno dei tanti sentieri ghiacciati delle isole
 fermamente  che nulla  si perdesse del   Solovki.
 tutto: ciò che ha valore rimane, anche se   Una schiera di poliziotti osservava
 invisibile al presente. Il passato non   silenziosa il plotone d’esecuzione, pronto
 andava  visto  come  definitivamente  a  compiere  il suo macabro dovere.  I
 concluso ma  solo momentaneamente   condannati, spalle  al  muro, tremavano e
 lontano. Così scriveva: “Tutto passa, ma   piangevano, percorsi da un terrore che
 tutto rimane. Questa è la mia sensazione   piegava ogni resistenza. Tra di loro c’era
 più  profonda:  che niente si perde   anche Pavel Aleksandrovič  Florenskij
 completamente,  niente svanisce, ma si   che,  pur  consapevole  della  fine
 conserva in  qualche modo  e da qualche   imminente, alzava gli occhi verso un cielo
 parte. Ciò che ha valore rimane, anche se   trapunto di stelle, vasto e indifferente
 noi cessiamo di percepirlo […] Al passato   nella sua incomprensibile immensità ed
 non abbiamo detto addio per sempre, ma   eterna quiete.
 solo  per  breve  tempo.”  Anche
 nell’oscurità della prigionia  nel  gulag,
 Pavel  non  dimenticò  le  persone
 conosciute nel corso della vita: ricordava
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