Page 70 - Ashur
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ashur                                                                              BEIDA: QUANDO DIO TI CHIEDE DI UCCIDERE TUO FIGLIO

         fittissimo. Grazie a Dio, in questi viaggi il tem-               avuto il grande potere di aver unito e riunito i
         po non è mai sufficiente e così ritorno a Erbil                  cristiani. La vita, anche quella dei rifugiati, ha
         per continuare con le visite alle famiglie dei                   un costo e a questo costo si fa fronte meglio
         profughi, continuare a cercare bambini per                       insieme che da soli, e quindi si divide il tetto
         le adozioni a distanza mentre domani con il                      con i propri cari… Il fratello di Beida, lo zio di
         vescovo sarà la volta degli ammalati, poi la                     Lora, Jassal, fa il disc jockey in una discote-
         scuola materna, le prigioni ed è così che il                     ca ma il guadagno è magro. Beida ha occhi
         tempo meraviglioso di questa esperienza                          bellissimi ma profondamente tristi e stanchi...
         fugge via.                                                       Suor Carolina ci presenta: Beida, 55 anni,
            Questa sera, mentre fumo il narghilè e sor-                   Jassal, 40 e l’anziana mamma Shamme Anna,
         seggio il mio whisky, voglio parlarvi di Lora.                   che ha 78 anni. Dalla casa spunta una ragaz-
         Quella di Lora è una storia bellissima, che mi                   zina dai capelli lunghi: Lora è una delle dieci
         ha toccato profondamente. Con suor Carolina                      adozioni a distanza che vogliamo proporre
         siamo andati nella loro povera casa: ci acco-                    dall’Iraq; cammina male, zoppica e trascina
         glie Beida, la mamma. Beida ha una figlia,                       i piedi, è storpia – e anche molto timida. Mi
         Lora, che ha 15 anni – è nata l’8 marzo 2006                     alzo e le vado incontro... Le porgo la mano, lei
         a Mosul. Oggi vivono ad Erbil, sono fuggite                      si appoggia, mi regala un bellissimo sorriso
         da Qaraqosh nel 2014 per non abiurare alla                       e la faccio sedere vicino a me. Suor Carolina
         loro fede. Ci sediamo fuori, all’aperto – ormai                  spiega che sono un prete italiano, che guido
         è sera. Questa terra sembra grondare anco-                       una piccola fondazione che si occupa anche
         ra sangue e sofferenza per il nome di Gesù...                    di adozioni a distanza. Ora arriva un tè caldo e
         Ci sediamo, e intanto ci offrono un bicchiere                    quattro biscotti su un vassoio di datteri. Sono
         d’acqua fresca. Insieme a Beida e sua figlia                     curioso e meravigliato, voglio conoscere e
         abitano il fratello e l’anziana mamma: la con-                   capire bene la loro vita, voglio respirarla fino
         dizione di fuggiaschi dall’Isis sembra avere                     infondo e farla mia, entrare in simbiosi con

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