Page 66 - Ashur
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ashur                                                                                                 IL CUSTODE DELL’ACQUA

         Quanto vorrei che attraverso l’aria volassero                       Spero che queste parole non ti suonino
         lontano da qui, in Italia, non tanto le mie scon-                come la predica di un prete ma come la sua
         clusionate parole, ma soprattutto la loro fede;                  confessione, la confessione di un prete fragi-
         quanto vorrei che mentre tu leggi, stanco e                      le, pieno di paure e che non riesce a decidersi
         assonnato, queste parole e mentre respiri la                     a ridare tutta la propria vita a Dio, che non
         loro fede, tu potessi ricevere in regalo una                     si lascia calpestare come la nostra stupen-
         briciola della loro fermezza... Non è facile,                    da Madonnina, che ha paura dei suoi sogni
         sai? È così difficile per me, che le ho incontra-                infranti, di un domani incerto basato soltanto
         te, queste persone, figuriamoci quanto possa                     su squallidi calcoli. Questo è il don Gigi che
         essere difficile per te assorbire un po’ della                   questa sera ti arriva da queste righe... Prega
         loro forza! Ma sai perché per noi tutti è diffici-               per lui! Qui lui ha trovato ancora volti di spe-
         le mangiare le briciole della loro fede? Perché                  ranza come Ramsi, e te li presenta con umil-
         noi tutti – e io per primo – siamo sazi di altro:                tà e discrezione: fanne buon uso... Fermati a
         del nostro benessere, del nostro vivere como-                    pensare e cambia la tua vita, anche don Gigi
         do, del non essere disposti a regalare nulla a                   ci sta provando. Forse tu sarai più bravo di
         Dio! E allora, se a Dio non regaliamo nulla non                  lui e ce la farai, ma se non ci riesci… se non
         siamo più in grado di intuire la direzione del                   ci riesci, scrivimi: ti ricorderò la storia, umi-
         nostro presente, del nostro vivere... Le nostre                  le e forte, del custode dell’acqua! Lui sì che
         orecchie non sono sorde per l’esplosione di                      ha negli occhi il gusto del futuro... Ti abbrac-
         una bomba: sono sorde perché sono piene                          cio forte dall’Iraq e ora vado a dormire: negli
         del cerume del benessere. Noi non abbiamo                        occhi e nel cuore il volto di pace del custode
         il ventre squassato da una orrenda cicatrice                     dell’acqua!
         come quella che ho visto io, semplicemente
         perché il nostro ventre è sazio e protetto dalle
         nostre false sicurezze...

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