Page 67 - Ashur
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ashur                                         IL CUSTODE DELL’ACQUA

 Quanto vorrei che attraverso l’aria volassero   Spero che queste parole non ti suonino
 lontano da qui, in Italia, non tanto le mie scon-  come la predica di un prete ma come la sua
 clusionate parole, ma soprattutto la loro fede;   confessione, la confessione di un prete fragi-
 quanto vorrei che mentre tu leggi, stanco e   le, pieno di paure e che non riesce a decidersi
 assonnato, queste parole e mentre respiri la   a ridare tutta la propria vita a Dio, che non
 loro fede, tu potessi ricevere in regalo una   si lascia calpestare come la nostra stupen-
 briciola della loro fermezza... Non è facile,   da Madonnina, che ha paura dei suoi sogni
 sai? È così difficile per me, che le ho incontra-  infranti, di un domani incerto basato soltanto
 te, queste persone, figuriamoci quanto possa   su squallidi calcoli. Questo è il don Gigi che
 essere difficile per te assorbire un po’ della   questa sera ti arriva da queste righe... Prega
 loro forza! Ma sai perché per noi tutti è diffici-  per lui! Qui lui ha trovato ancora volti di spe-
 le mangiare le briciole della loro fede? Perché   ranza come Ramsi, e te li presenta con umil-
 noi tutti – e io per primo – siamo sazi di altro:   tà e discrezione: fanne buon uso... Fermati a
 del nostro benessere, del nostro vivere como-  pensare e cambia la tua vita, anche don Gigi
 do, del non essere disposti a regalare nulla a   ci sta provando. Forse tu sarai più bravo di
 Dio! E allora, se a Dio non regaliamo nulla non   lui e ce la farai, ma se non ci riesci… se non
 siamo più in grado di intuire la direzione del   ci riesci, scrivimi: ti ricorderò la storia, umi-
 nostro presente, del nostro vivere... Le nostre   le e forte, del custode dell’acqua! Lui sì che
 orecchie non sono sorde per l’esplosione di   ha negli occhi il gusto del futuro... Ti abbrac-
 una bomba: sono sorde perché sono piene   cio forte dall’Iraq e ora vado a dormire: negli
 del cerume del benessere. Noi non abbiamo   occhi e nel cuore il volto di pace del custode
 il ventre squassato da una orrenda cicatrice   dell’acqua!
 come quella che ho visto io, semplicemente
 perché il nostro ventre è sazio e protetto dalle
 nostre false sicurezze...

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