Page 66 - Angel
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“Ora ho inghiottito le tue lacrime e tu fai
parte di me. Voglio che tu ricordi sempre questo
momento!”.
L’uomo mi abbraccia forte e chiede di confes-
sarsi. Volentieri gli dico di sì. Dopo aver ascoltato
la confessione, mi alzo in piedi, impongo le mie
mani sulla sua testa, le premo forte e pronuncio
le terribili, potenti e misteriose parole, le uniche
che hanno il potere di polverizzare il peccato.
Tremo mentre le dico e mi sento prete! Tremo
mentre premo forte le mie mani su quella testa e
sono felice di essere prete! Tremo mentre faccio
il segno della croce che accompagna le parole
dell’assoluzione e mi sento entusiasticamente
sacerdote! Una merda di uomo come me con che
autorità può perdonare una vita di perversione?
Mentre faccio quel gesto avviene una cosa sin-
golare, in silenzio. Ángel e io non ce ne accorgiamo.
Le cose belle e grandi avvengono nel silenzio e non
si fanno notare. Il nero agente si leva lentamente
il passamontagna e si inginocchia davanti a noi,
nell’angolo… Guardo Ángel. Bussano alla porta. Il
tempo è scaduto. Devo uscire.
“Ángel, ti devo dire due ultime cose. Se ve-
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