Page 61 - Angel
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secondino con il volto coperto è in un angolo
             vicino alla finestra. Ángel, questo è il vero nome
             del Viejo Paco, inizia a parlare:
                 “Ho atteso con tanta ansia questo momento
             e sono così felice che tu sia qui. Ti voglio raccon-
             tare le mie perversità, perversità che ho in par-
             te superato. Io voglio cambiare me stesso. Non
             so perché, padre, ma io sono delinquente fin da
             quando ero ragazzo”.
                 Mi mostra la mano destra dove c’è una pro-
             fonda cicatrice e l’osso appare spezzato e ri-
             composto.
                 “Questa è il frutto delle prime sparatorie. Si
             inizia da poco: prima si svaligia un grifo, una
             pompa di benzina, poi si ruba in un negozio, poi
             si passa ad assaltare banche, e poi all’estorsio-
             ne e al rapimento. Questi crimini li ho commes-
             si tutti… e crescevo nella piramide del potere
             della delinquenza. Tra i fatti che più mi ricordo
             c’è l’uccisione di quattro persone. Mi avevano
             teso un’imboscata e mi volevano far arrestare.
             Li ho voluti incontrare uno per uno… e, uno ad
             uno, li ho uccisi tutti senza pietà, senza alcuna
             misericordia. Uno l’ho bruciato in una macchina.
             Molti potenti del Perù, uomini ricchi, chiedeva-


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