Page 63 - Angel
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Qui con me, in carcere, c’è mio figlio”.
                 “Sì, Ángel. L’ho incontrato nelle cucine, gli ho
             lasciato una piccola croce e lui mi ha abbracciato
             forte! Si ricorda di me…”.
                 “Padre Luis Clemente, qui tutti ci ricordiamo
             di te. L’ultima volta che qui è venuto un prete
             cattolico a celebrare la messa è stato lo scorso
             Natale. Poi più nessuno. Ma chi vuoi che venga
             in questo schifo, per incontrare un uomo sfigu-
             rato come me? Non solo ricordiamo la tua mes-
             sa e le tue parole… e tutti si ricordano anche
             la mia confessione. Non sai quanto bene ci ha
             fatto che tu da Bergamo in Italia sia partito per
             venirci a trovare, per inaugurare qui un campo
             sportivo! Mio figlio ti vuole bene. Ogni tanto
             ci vediamo e parliamo ancora di te. Padre Luis,
             io sto cambiando, io sono cambiato! Aiutami a
             vedere più luce…”.
                 Mentre l’uomo parla mi rivela che ha 66 anni.
             Da un sacchetto di plastica toglie una grande
             camicia pesante marrone, visibilmente consun-
             ta ma adatta al clima glaciale e alle condizioni
             estreme dei 5050 metri.
                 “Padre Luis Clemente, quando ho saputo che
             sei arrivato sono stato felice. Ho pensato di farti

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