Page 51 - Angel
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Mi tolgo la mia calda felpa… Il vescovo mi dice:
“Gigi, lasciagliela. Ne ha bisogno per la notte!”.
Ha ragione. Mi sto per rimettere la felpa gri-
gia ma il giovane recluso insiste:
“Don Gigi, ne ho due. Mi fa piacere dartela!”.
Vedo la sua felicità nel darmi quella gigan-
tesca casacca che mi trasforma in un mezzo
monaco. Sento il caldo del tessuto e anche il
peso. Mi fa bene, mi fa veramente bene! Il caldo
del grosso saio mi toglie ogni timore. Il respiro
si è adattato all’altezza e quel vestito pesante
e caldo ha un profondo effetto tranquillizzante.
Sapete una cosa? La mia impressione? Mi sono
sentito accolto e amato! Ma dai! Scherzi? In un
luogo di merda così, tra un centinaio di delin-
quenti, senti questo? Si sento proprio questo!
Quel giovane che mi ha regalato il saio pesante
per quale motivo lo ha fatto? Nessuno! A 5050
metri, in un carcere così schifoso, cosa puoi ot-
tenere da un prete scemo venuto da lontano?
Quel saio giallo mi ha fatto sentire amato… Mi
rifugio in esso e questo grezzo vestito pesan-
te che i prigionieri indossano come coperta la
notte diventa la mia armatura, non quella nera
degli agenti dell’INPE, ma quella dell’amore di
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