Page 49 - Angel
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notarla nel patio. Mentre scrivo sul muro del
             carcere di massima sicurezza mi rendo conto di
             essere sulla strada giusta. Quale migliore cate-
             chesi di questa? Questa povera gente dispera-
             ta, puzzolente e piena di perversità, nelle due
             ore sole di aria che hanno al giorno, quando
             cammineranno qui, avranno davanti la frase del
             vescovo Ciro! Gli chiedo di venire a firmare la
             sua frase e lui volentieri acconsente. Mi com-
             muovo! Ti immagini il vescovo di prima a fare
             una cosa del genere? Mi avrebbe scomunicato
             otto volte. Lui invece buono, paziente e… un
             po’ sorpreso, acconsente! Lentamente mette la
             sua firma e la data. Non so se sono più sorpre-
             so per i miei amici carcerati oppure per la sua
             presenza umana, semplice e profondamente
             evangelica… Loro, i miei disperati, se ne accor-
             gono. Non sanno bene cosa sia un vescovo ma
             sanno che è più di un prete e lo rispettano, lo
             abbracciano e lo salutano. Che bello! Non avrei
             mai pensato che un vescovo potesse venire in
             un posto così sfigato! I vescovi di papa Fran-
             cesco, invece, fanno proprio questo! Chiedo ai
             carcerati di ripetere la frase di Ciro cento volte
             e acconsentono.

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