Page 39 - Angel
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re Gesù e che io riformulo nella mia omelia con que-
             sta frase: “Non guardare indietro, guarda avanti”.

                 Don Gigi invece è ‘di casa’ in questo luogo,
             un ospite fisso e conosciuto. Non solo vedo la
             sua vicinanza con loro, ma anche il modo in cui
             li abbraccia e il modo in cui loro abbracciano lui
             e lo salutano. Mentre celebro la messa, Gigi va a
             sedersi insieme con tutti i detenuti senza nessu-
             na paura né timore. Io, dall’altare, guardando la
             bellissima scena, mi domando di nuovo:
                 “Che ci fa un prete venuto dal Vaticano se-
             duto insieme con i detenuti di alta pericolosità
             in questo luogo abbandonato dall’uomo…? non
             posso credere ai miei occhi!».
                 Un’altra scena molto forte mi fa scendere la-
             crime dagli occhi.
                 Gigi chiama un detenuto e lo mette davan-
             ti a tutti. Dice loro diverse cose: che in questo
             momento loro sono la Carne di Gesù, secondo
             il Vangelo; che soffrono per ciò che la vita ha
             loro riservato e che perciò anche loro hanno una
             speranza di redenzione.
                 “Non guardate indietro, guardate avanti. Perché
             c’è gente, come le vostre famiglie, che vi aspettano”.


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