Page 33 - Angel
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gliare sull’ordine in questo piccolo inferno umano
             composto da 170 detenuti.

                 Anche se sembrano pochi, mantengono le
             autorità in allerta ogni ora del giorno. Non so
             se nel mondo esiste un carcere così in alto come
             questo. Quelli dell’INPE ci dicono che uno degli
             obiettivi per i quali si costruì questo presidio
             era quello di fare in modo che i reietti, questi
             uomini considerati altamente pericolosi per la
             società, vivessero un ‘castigo’ per le proprie
             azioni, e sembra proprio che questo obiettivo
             sia stato raggiunto.
                 I frutti di questo regime di castigo li si pos-
             sono vedere e lo rivelano i loro volti e sguardi; le
             espressioni della maggior parte di essi ci svelano
             proprio questo: rancore e odio aggressivo verso
             il sistema. Loro stessi si rendono conto del fatto
             che la colpa non è dei poliziotti o della sicurezza
             che lavora lì e che, a loro volta soffrono una sorte
             di castigo lavorativo. Le loro condizioni mi sem-
             brano a prima vista subito terribili per il modo
             in cui sono ammucchiati in una stanza, senza
             riscaldamento né acqua potabile. Mi impressiona
             il serbatoio dell’acqua che hanno per uso perso-


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