Page 68 - 4. La speranza non delude
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intervento. Le sue mani si mettono abilmente all’opera, la-
vora su millimetri di tessuto e non può permettersi di sba-
gliare a motivo delle calcificazioni che cospargono le coro-
narie. È un lavoro certosino in cui i punti di sutura sono
quasi invisibili: un colpo di tosse, un piccolo spostamento
possono causare danni irreparabili. La sua attenzione è al
massimo, la sua esperienza e la sua capacità professionale
non lo tradiscono: lavora con estrema precisione, calma e
metodo. Piano piano mi concentro su di lui, siamo alla fa-
se più delicata: dopo aver praticato tre by-pass sulle coro-
narie, con la circolazione extracorporea Paolo apre il cuo-
re per sostituire la valvola aortica calcificata. Il cuore
aperto di mia madre porta il mio stupore e la mia ammira-
zione all’apice.

   Provo ammirazione incondizionata per il lavoro di Pao-
lo; un lavoro tanto delicato e importante quanto poco co-
nosciuto perché gelosamente custodito nel santuario inac-
cessibile della sala operatoria. Le cose più belle e più
grandi avvengono nel silenzio e nel nascondimento e non
amano la piazza: avviene così anche nella vita di fede, nel-
la vita di mia madre, tanto piccola e umile quanto grande
agli occhi di Dio.

LA VITA DIMORA NEL CUORE

   Se anni prima avevo visto un intervento sul cervello,
sulla sede dell’intelligenza e della volontà, e avevo con-
frontato la debolezza del malato con la potenza del neu-
rochirurgo, l’intervento chirurgico eseguito da Paolo mi
regalava il confronto di un cuore malato, quello di Mam-
ma, aiutato e curato dal cuore di un generoso e motivato
cardiochirurgo che metteva, insieme all’anestesista, tutta

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