Page 28 - 4. La speranza non delude
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una sorta di sperimentata liturgia che ogni giorno pun-
tualmente si ripete.

   Iniziamo con il rosario. Ogni decina è preceduta da un
bacio e una carezza; Mamma contraccambia con un gran-
de e solare sorriso. « Ti voglio bene! Grazie di avermi fat-
to nascere! Grazie di avermi dato la vita! Coraggio! Non
ti scoraggiare mai! », queste sono le semplici frasi che gri-
do a Mamma e lei risponde con sorrisi, baci e alcune bre-
vi espressioni inarticolate. Nelle mani ha la corona bianca
del rosario. È un regalo del papa. Lentamente i grani del-
la corona scorrono. Le cinque decine hanno sempre i so-
liti cinque motivi. Iniziamo il primo mistero con la pre-
ghiera per la salute e la serenità di Mamma. Nel secondo
mistero preghiamo per il mio sacerdozio, il terzo mistero
è dedicato a Carolina e alla sua famiglia. La quarta decina
è sempre una preghiera per la salute di Olinda e per i suoi
figli. L’ultimo mistero lo recitiamo per tutti coloro che si
affidano alle nostre preghiere, per i malati, per i nostri be-
nefattori. È un tempo di serenità e d’intimità.

   Il nostro dialogo quotidiano è solo preghiera, è intes-
suto dal più semplice pregare di un rosario sussurrato con
la poca forza della voce. È una preghiera austera e sem-
plice ma piena di fascino, il fascino di trascorrere alcune
ore liete insieme nell’incontro con Dio. Passata la prima
mezz’ora, lo schermo del computer si spegne e allora
Mamma con la mano muove il mouse per riattivare lo
schermo. E poi inizia la parte più commovente del nostro
incontro: la recita delle litanie.

   Ho deciso di scrivere perché Mamma dopo circa due an-
ni torna a rispondere a tutte le litanie. È un rantolo, talvolta
sofferto, talvolta gridato, ma pieno di sacra devozione. È fa-
ticoso intendere l’espressione storpiata e sgraziata che dice:
« Prega per noi », ma io credo che in paradiso, quando San-

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