Page 30 - Maritza
P. 30
lita. A fatica trangugio la cucchiaiata. Cambio
alimento e mi dirigo sul pollo. Ma cado “dalla
padella nella brace”. Non riesco neppure a in-
goiare quella carne intrisa di aglio e olio. Nella
coscia di pollo rimane il segno del mio morso...
e con un sorriso allontano il piatto prendendo
un mandarino che mi sembra invece sicuro al
cento per cento, lo sbuccio lentamente. Mentre
lo sbuccio padre Michelangelo mi dice:
“Monsignore possiamo mangiare noi il suo
piatto?”.
Mentre me lo dice guarda compiaciuto Padre
Allain che potrà mangiare un secondo piatto.
Questa domanda mi incenerisce dentro... non
riesco a parlare e con un segno della testa accon-
sento. I due sacerdoti felici si dividono la coscia
di pollo a morsi, contenti di poter mangiare bene
per una giornata. Sacerdoti affamati in Italia non
esistono. Gli occhi mi si riempiono di lacrime,
provo grande e salutare vergogna e nella mia
mente mi ricordo il bimbo di nome Albert che,
in Africa, raccoglieva le bricioline di pane e se le
metteva in bocca invece di scuoterle per terra co-
me facciamo noi che viviamo nell’abbondanza.
28

