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Do un bacio alla piccola Kaniwar sulle sue
vistose piaghe e mi sento migliore: ho baciato la
carne di Gesù oggi!
Facciamo qualche metro per i viottoli del
campo profughi. Clara mi parla delle condizioni
precarie in cui vivono i bambini e mi prepara
all’incontro con un’altra bimba di nome Fadel.
Dovrebbe sostituire Rola che ha lasciato Dawi-
diya per far ritorno alla sua casa. Clara mi parla
di una malattia della pelle che non conosco be-
ne. Si tratta di ittiosi. La parola nel suo significato
greco ricorda il pesce, perché questa malattia
produce su tutta la pelle squame, come quelle
dei pesci. A differenza di Kamiwar la malattia
della bambina yazida, che ha sette anni, si ve-
de immediatamente! Anzi colpisce. La piccolina
è deturpata dalla malattia. Nata con una pelle
apparentemente normale, dopo quattro ore si
è rivestita tutta di squame scure. Purtroppo la
malattia continua per tutta la vita. Mi spiegano
che alla nascita il bambino è racchiuso in una
membrana sottile (collodio) che cade dopo 10,
14 giorni, rivelando la pelle coperta di squame.
Le squame possono essere piccole e bianche,
oppure spesse e scure e di solito colpiscono tut-
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