Page 43 - MarcoAntonio
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scarponcini. Quest’anno, fango, non mi freghi, non   naso e la bocca coperti. Vedi solo i loro occhi. È
 ho le scarpe nuove di velluto grigio che mi hai   l’imbrunire. I colori, piano piano, si spengono e si
 fottuto lo scorso anno, ma ho anfibi che resistono   illuminano le torce che hanno sulla testa per con-
 al liquame …   tinuare il lavoro anche la notte! I camion, pieni di
 La scena, tristemente, si ripete, ma questa   fetore, scaricano la loro merda e tutti corrono per
 volta scelgo solo tre persone con le quali parlare,   rubarsi i rifiuti.
 senza trascurare le altre.   A questo non ti abitui proprio. I furti che qui
 Due sono donne: Jazmine e Linda. Sono no-  possono compiersi sono… rubarsi la spazzatura!
 mi, sono donne, le posso toccare e vedere! Non ti   Ti immagini la scena? Mette i brividi e devi essere
 racconto fiabe, non sono parole. Questo scritto ha   lì perché, altrimenti, un video e uno scritto non ti
 immagini e video. Forse non ti arriva la loro puzza   coinvolgono così!
 ma cercherò in tutti i modi di descrivertela!   Mentre scaricano un camion guardo la sce-
 È Josè a fare per me la scelta.   na e provo brividi di disgusto. Lentamente giro
 “Gigi, quelle due donne non le conosco. Ti va   la testa e, lontano, Josè sta conversando con la
 di andare da loro? Vorrei conoscere chi sono, non   donna più grande delle due. Dopo una manciata
 le ho mai viste”.   di minuti, con la mano, Josè mi fa cenno di salire
 “Per me va benissimo, Josè, ti obbedisco fe-  sulla collina di rifiuti sulla quale la donna lavora.
 delmente”.   Salgo, passo dopo passo, questo monte calvario
 I piedi affondano per mezzo metro nella spaz-  tra puzza e rifiuti. Un avvoltoio mi si appoggia
 zatura. Ogni passo che compi una vampata di   sulla spalla sinistra quando mi fermo un momento
 puzzo e fetore si solleva perché rivolti spazzatura   per vedere dove mettere i piedi. Forse è il colore
 purulenta, perché calpesti una bottiglia di plasti-  rosso vivo della mia camicia ad attirarlo. Lancio
 ca che fa fuoriuscire il tanfo che contiene. Istin-  un urlo e mi rendo ridicolo davanti a questi sfortu-
 tivamente mi copro naso e bocca. Molti di questi   nati scarti dell’umanità! Ridono. Capiscono tutto
 disgraziati, che rimestano l’immondizia, hanno il   il mio disagio e mi prendono in giro. Sono pulito,

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