Page 42 - MarcoAntonio
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scarponcini. Quest’anno, fango, non mi freghi, non               naso e la bocca coperti. Vedi solo i loro occhi. È
         ho le scarpe nuove di velluto grigio che mi hai                  l’imbrunire. I colori, piano piano, si spengono e si
         fottuto lo scorso anno, ma ho anfibi che resistono               illuminano le torce che hanno sulla testa per con-
         al liquame …                                                     tinuare il lavoro anche la notte! I camion, pieni di
            La scena, tristemente, si ripete, ma questa                   fetore, scaricano la loro merda e tutti corrono per
         volta scelgo solo tre persone con le quali parlare,              rubarsi i rifiuti.
         senza trascurare le altre.                                           A questo non ti abitui proprio. I furti che qui
            Due sono donne: Jazmine e Linda. Sono no-                     possono compiersi sono… rubarsi la spazzatura!
         mi, sono donne, le posso toccare e vedere! Non ti                Ti immagini la scena? Mette i brividi e devi essere
         racconto fiabe, non sono parole. Questo scritto ha               lì perché, altrimenti, un video e uno scritto non ti
         immagini e video. Forse non ti arriva la loro puzza              coinvolgono così!
         ma cercherò in tutti i modi di descrivertela!                        Mentre scaricano un camion guardo la sce-
            È Josè a fare per me la scelta.                               na e provo brividi di disgusto. Lentamente giro
            “Gigi, quelle due donne non le conosco. Ti va                 la testa e, lontano, Josè sta conversando con la
         di andare da loro? Vorrei conoscere chi sono, non                donna più grande delle due. Dopo una manciata
         le ho mai viste”.                                                di minuti, con la mano, Josè mi fa cenno di salire
            “Per me va benissimo, Josè, ti obbedisco fe-                  sulla collina di rifiuti sulla quale la donna lavora.
         delmente”.                                                       Salgo, passo dopo passo, questo monte calvario
            I piedi affondano per mezzo metro nella spaz-                 tra puzza e rifiuti. Un avvoltoio mi si appoggia
         zatura. Ogni passo che compi una vampata di                      sulla spalla sinistra quando mi fermo un momento
         puzzo e fetore si solleva perché rivolti spazzatura              per vedere dove mettere i piedi. Forse è il colore
         purulenta, perché calpesti una bottiglia di plasti-              rosso vivo della mia camicia ad attirarlo. Lancio
         ca che fa fuoriuscire il tanfo che contiene. Istin-              un urlo e mi rendo ridicolo davanti a questi sfortu-
         tivamente mi copro naso e bocca. Molti di questi                 nati scarti dell’umanità! Ridono. Capiscono tutto
         disgraziati, che rimestano l’immondizia, hanno il                il mio disagio e mi prendono in giro. Sono pulito,

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