Page 97 - Martin
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 suore preoccupate,  e  allora? Chiamo il  tuo  cellulare   pigiama e così le dico: «No, tu rimani qui, continua a
 una, due, tre, sei volte… niente staccato!   chiamare ma prima dammi anche il suo numero fisso,
                   proviamo  a chiamarlo  anche noi!». E così mentre
                   Silvana ti chiamava, Fabrizio chiamava, io ripassavo le
                   pratiche mediche  di  rianimazione, in  pochi  minuti
                   arriviamo in Città Alta, parcheggiamo la macchina sulle
                   mura e  poi  di  corsa verso via  Arena  5…  trafelati,
                   suoniamo il citofono: non risponde nessuno. Ormai è
                   certo,  si è sentito male! L’ingresso  è buio e non
                   pensiamo ad accendere la luce, ma quel buio ci mette
                   ancora più angoscia. Mentre l’ascensore sale al quinto
                   piano, nessuno di noi due parla. Arriviamo alla porta
                   con il terrore  che hai lasciato  le chiavi dentro  e che
                   dobbiamo  buttare  giù la porta.  Infilo le chiavi, alla
                   prima mandata  respiro  di  sollievo: meno  male  non
 Pensiamo che ti sei sentito male e che sei solo e non   devo far  sfondare  la porta  dai pompieri. Seconda  e
 puoi rispondere…  con Fabrizio  decidiamo di partire   terza mandata e siamo dentro!”. Mentre l’amico parla e
 immediatamente da Montello per vedere come stai e   Fabrizio silenzioso mi guarda e guarda la casa, suona
 portare il giusto soccorso. Saltiamo in macchina sulla   il telefono fisso è Silvana: “Grazie a Dio, don Gigi, sei
 Smart bianca  di  Marzia  e  nel  tragitto  provo  a   vivo! Mi hai fatto prendere un grande spavento e stavo
 richiamarti  ma niente, ripasso  la tecnica di   recitando il rosario, pensavo a dove tenevi le tue carte
 rianimazione  e poi mi ricordo  che Silvana  ha le tue   personali e i documenti e con ansia pensavo in caso di
 chiavi di casa. Mi dirigo a casa sua e fuori dal cancello   morte  al tuo testamento  e alle pratiche da sbrigare:
 inizio  a suonare  anche a lei, finché la poverina  mi   avevo la testa in pallone. Meno male che sei vivo: ma
 risponde:  «Silvana,  don Gigi non è venuto a Messa,   stai bene?”.  “Certo, Silvana! Sto  benissimo  ora, mi
 non risponde  al cellulare,  abbiamo paura  che si sia   sono preso  un grande  spavento, ma non ti dico la
 sentito male, ci dai le chiavi  di casa?». La donna si   sorpresa e la commozione che provo ora. Tu ben sai
 spaventa  e mi dice: «Provo a chiamarlo  al telefono   che di notte spengo proprio  il cellulare  altrimenti  gli
 fisso di casa». Al freddo,  solo con la vestaglia e il   amici da Messico, Perù, Bolivia, Colombia e Vietnam,
 pigiama,  Silvana  prova  due, tre  volte poi rientra  in   con fusi orari molto diversi dai nostri… chiamano e non
 casa, prende  le chiavi  e mi dice: «Emanuele,  vengo   riesco più a dormire”. La donna mi comanda un ordine
 anche io?». Non si rende nemmeno conto di essere in
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