Page 99 - Martin
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secco: “D’ora in avanti devi fare come io faccio con il Juliaca sulle Ande da Olinda con meno 21 gradi… e
mio cellulare; lasci il cellulare acceso con la modalità poi scoppio a ridere anche io, ma è una risata piena di
che solo alcuni contatti come quello di Emanuele o il riconoscenza, di stupore, di incanto. Penso: ma guarda
mio ti possano chiamare e possiamo così essere questi amici come mi vogliono bene! Tante volte mi
sempre in contatto con te. Meno male che stai bene, sento solo e penso al fatto che se mi succedesse
ma non farmi più spaventare così, me lo prometti?”. Un qualcosa non ho nessuno… da oggi questo non è più
po’ impacciato rispondo di sì e Silvana conclude: assolutamente vero e quando penso così faccio un
“Bene, ti abbiamo allungato la vita pensandoti morto, ti peccato, un grave peccato.
mando un bacio e buona festa dell’Epifania!”.
Riaggancio il telefono.
Piano, piano il capogiro del sonno svanisce,
guardo l’orologio e solo allora mi rendo conto che sono
le 9:20. Finalmente lo spavento mi abbandona per
lasciare posto allo stupore e alla meraviglia. I due cari
amici ora, passato lo spavento, sorridono e solo allora
mi rendo conto del disordine in cui sono entrati: la
camicia del giorno prima sulla poltrona, un calzino da
una parte e un altro su divano, mutande, maglietta…
ma l’attenzione di Fabrizio è attirata dalla mia persona:
“Gigi, ma tu dormi con il cappello e con le calze di
lana?”. Scoppia a ridere e mi dice: “Devo farti una foto.
Troppo forte!”. Solo allora mi rendo conto che devo
sembrare qualcosa di orrendo e ridicolo: ciabatte, Mi vengono in mente due sacerdoti morti in casa da
calze di lana nere, pantaloni del pesante pigiama soli: don Mario Balicco, qui in Città Alta, dove il mio
parroco dopo diversi sforzi ha dovuto buttare giù la
stranamente alla zuava, camicia del pigiama e poi? Il
cappellino di lana grigio, fatto a mano da mia madre, porta con i pompieri, e don Giuseppe Bellamaria a
ma lavato in modo inesperto, ormai troppo piccolo per Civita Castellana, trovato morto con una bottiglietta
dell’acqua di Lourdes rovesciata sul petto nell’estremo
me. Emanuele scoppia a ridere e io provo a
tentativo di compiere un segno di croce con l’acqua
giustificarmi con il fatto che la mia camera da letto è
ghiacciata, che il bagno è ghiacciato, ma i due amici miracolosa… Questi pensieri svaniscono nel fatto dei
ridono divertiti; allora passo a parlare di come dormo a due uomini che partono da Montello e vengono in Città
Alta per me! Ma chi lo fa, questo? Solo dei veri amici…

