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suore preoccupate, e allora? Chiamo il tuo cellulare pigiama e così le dico: «No, tu rimani qui, continua a
una, due, tre, sei volte… niente staccato! chiamare ma prima dammi anche il suo numero fisso,
proviamo a chiamarlo anche noi!». E così mentre
Silvana ti chiamava, Fabrizio chiamava, io ripassavo le
pratiche mediche di rianimazione, in pochi minuti
arriviamo in Città Alta, parcheggiamo la macchina sulle
mura e poi di corsa verso via Arena 5… trafelati,
suoniamo il citofono: non risponde nessuno. Ormai è
certo, si è sentito male! L’ingresso è buio e non
pensiamo ad accendere la luce, ma quel buio ci mette
ancora più angoscia. Mentre l’ascensore sale al quinto
piano, nessuno di noi due parla. Arriviamo alla porta
con il terrore che hai lasciato le chiavi dentro e che
dobbiamo buttare giù la porta. Infilo le chiavi, alla
prima mandata respiro di sollievo: meno male non
Pensiamo che ti sei sentito male e che sei solo e non devo far sfondare la porta dai pompieri. Seconda e
puoi rispondere… con Fabrizio decidiamo di partire terza mandata e siamo dentro!”. Mentre l’amico parla e
immediatamente da Montello per vedere come stai e Fabrizio silenzioso mi guarda e guarda la casa, suona
portare il giusto soccorso. Saltiamo in macchina sulla il telefono fisso è Silvana: “Grazie a Dio, don Gigi, sei
Smart bianca di Marzia e nel tragitto provo a vivo! Mi hai fatto prendere un grande spavento e stavo
richiamarti ma niente, ripasso la tecnica di recitando il rosario, pensavo a dove tenevi le tue carte
rianimazione e poi mi ricordo che Silvana ha le tue personali e i documenti e con ansia pensavo in caso di
chiavi di casa. Mi dirigo a casa sua e fuori dal cancello morte al tuo testamento e alle pratiche da sbrigare:
inizio a suonare anche a lei, finché la poverina mi avevo la testa in pallone. Meno male che sei vivo: ma
risponde: «Silvana, don Gigi non è venuto a Messa, stai bene?”. “Certo, Silvana! Sto benissimo ora, mi
non risponde al cellulare, abbiamo paura che si sia sono preso un grande spavento, ma non ti dico la
sentito male, ci dai le chiavi di casa?». La donna si sorpresa e la commozione che provo ora. Tu ben sai
spaventa e mi dice: «Provo a chiamarlo al telefono che di notte spengo proprio il cellulare altrimenti gli
fisso di casa». Al freddo, solo con la vestaglia e il amici da Messico, Perù, Bolivia, Colombia e Vietnam,
pigiama, Silvana prova due, tre volte poi rientra in con fusi orari molto diversi dai nostri… chiamano e non
casa, prende le chiavi e mi dice: «Emanuele, vengo riesco più a dormire”. La donna mi comanda un ordine
anche io?». Non si rende nemmeno conto di essere in

