Page 61 - Kelvin
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BATTESIMO
La nostalgia mi ha fatto compagnia tutta la
notte e non nascondo la debolezza di un pianto
segreto nel buio dell’aereo che vola da Lima a Pa-
rigi. Un film non serve a nulla, un brano di musica
classica peggiora la situazione. Il Perù mi è entrato
in vena: volti di bimbi della scuola materna povera
di Villa San Roman, volti deturpati dal male del
carcere di Challapalca... e Lampa: volti sofferen-
ti dell’ospedale sporco e carente di strutture... Un
frullato nella testa che mi da ansia. Si quieta solo
nella recita del rosario. Manca un’ora a Parigi,
con il rischio di perdere la coincidenza per Roma,
sono le 16,22 del pomeriggio ma il corpo risente del
fuso orario di Juliaca che batte le ore 9,30... E poi
dal freddo dell’inverno e dell’altura al caldo estivo
dell’Europa. In tutto questo provo la medicina dello
scrivere nella speranza che il ricordo sia un pallia-
tivo alla lontananza. Narrerò in quest’ultima ora
di aereo dell’ospedale di Juliaca, sabato 25 giugno
2016, la sera.
Giungo con il caro amico Ernan al pronto soc-
corso dell’ospedale pubblico cittadino che si chia-
ma Hospital Carlos Monge Medrano. Un’assistente
sociale, quando viene a conoscenza che sono un
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