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BATTESIMO

                  La nostalgia mi ha fatto compagnia tutta la
               notte e non nascondo la debolezza di un pianto
               segreto nel buio dell’aereo che vola da Lima a Pa-
               rigi. Un film non serve a nulla, un brano di musica
               classica peggiora la situazione. Il Perù mi è entrato
               in vena: volti di bimbi della scuola materna povera
               di Villa San Roman, volti deturpati dal male del
               carcere di Challapalca... e Lampa: volti sofferen-
               ti dell’ospedale sporco e carente di strutture... Un
               frullato nella testa che mi da ansia. Si quieta solo
               nella recita del rosario. Manca un’ora a Parigi,
               con il rischio di perdere la coincidenza per Roma,
               sono le 16,22 del pomeriggio ma il corpo risente del
               fuso orario di Juliaca che batte le ore 9,30... E poi
               dal freddo dell’inverno e dell’altura al caldo estivo
               dell’Europa. In tutto questo provo la medicina dello
               scrivere nella speranza che il ricordo sia un pallia-
               tivo alla lontananza. Narrerò in quest’ultima ora
               di aereo dell’ospedale di Juliaca, sabato 25 giugno
               2016, la sera.
                  Giungo con il caro amico Ernan al pronto soc-
               corso dell’ospedale pubblico cittadino che si chia-
               ma Hospital Carlos Monge Medrano. Un’assistente
               sociale, quando viene a conoscenza che sono un

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