Page 65 - Kelvin
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in Perù sto percorrendo. E Santina una nuova volta
               mi insegna ad asciugare lacrime.
                  Prendo acqua in una bacinella e dico alla don-
               na:
                  “Come si chiama il piccolo?”.
                  “Christian Diado!” risponde forte.
                  “Posso aggiungere un terzo nome, Luis? È il
               mio nome”.
                  La donna accenna un sorriso che subito scom-
               pare, ma nel frattempo con un cenno della testa e
               con la voce dice di sì.
                  Non ho molto tempo recito un Pater Ave Gloria
               e poi in modo solenne bagno per tre volte la testoli-
               na del piccolo pronunciando il suo nuovo nome cri-
               stiano: Christian Diado Luis. Soffoco la commozione
               tra le braccia della povertà mamma che, disperata,
               avverte vicina la morte del figlio. Non penso ci sia
               nulla di più brutto per una mamma dei momenti
               precedenti la morte di un figlio. Forse peggio della
               morte stessa. Un brivido le entra nel cuore e un
               senso di desolante impotenza invade la stanza. Bu-
               chi profondi di angoscia scopro nel respiro e negli
               occhi della giovane. La stringo forte a me e recito
               con devozione il Padre nostro... Poi lascio la donna
               con una carezza, e, mentre detergo una sua lacrima,
               compio un segno di croce sulla fronte, do un gran-


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