Page 64 - Kelvin
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sericordia e così anche questa sera sto guadagnan-
do una indulgenza plenaria nel confronto crudo e
doloroso con le piaghe viventi di Cristo che sono
quei poveri malati!
“Monsignore – mi dice Betzy, l’assistente socia-
le – un bambino di quattro mesi sta morendo in
terapia intensiva a motivo di una forte polmonite.
Non ce la farà. Vuole visitarlo?”.
Mi metto il camice verde e indosso la mascheri-
na. Forse è la parvenza del luogo più pulito dell’o-
spedale. Entro in punta di piedi. La mamma ha
gli occhi gonfi e le guance bagnate di lacrime. Il
piccolo è visibilmente in agonia, respira male ed è
attaccato alla macchina dell’ossigeno.
“Buenas tardes senora, sono don Gigi. Voglia-
mo battezzare questo piccolo bambino?”.
Tra di noi non ci sono molte parole, ma la mia
domanda deve aver spaventato la donna che vede
la mia richiesta come l’anticamera della morte del
piccolo... Ed io non posso negare l’evidenza! Mi
abbraccia forte e dice:
“Si monsignore”.
Calde lacrime bagnano il mio camice verde e
anche qui, dopo Challapalca, eccole apparire ren-
dendo diamanti preziosi gli occhi della giovane
donna. Sembra una via di lacrime quella che qui
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