Page 66 - Kelvin
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de bacio al piccolo in agonia e poi esco dalla stanza
lasciandomi alle spalle quei singhiozzi di dolore.
Dopo di Christian Diado Luis mi chiamano da
Daniel. Daniel è un giovane uomo con un ma-
glione a scacchi blu e nero, sulla trentina di anni.
Viene dalla selva di Sandia e vive sui monti pa-
scolando lama e vigogna. La moglie lo ha convito
a farsi battezzare dal monsignore che viene da
Roma. Io oppongo la questione dei certificati che
la donna mi smonta...
“Macché certificati! Che ce ne facciamo? Io
voglio che in questo momento di malattia possa
battezzare mio marito. La fede non è questione di
certificati noi non apparteniamo a questa parroc-
chia... Meglio, padre, che me lo battezzi. Da tanti
anni insisto e ora ne è convinto”.
Lo interrogò brevemente e vedo negli occhi
dell’uomo la convinzione di farsi battezzare... Al-
lora, senza pensarci troppo, affido alla misericordia
di Gesù il battesimo di un pastore puzzolente e
sporco, ma con un cuore grande!
“Daniel Luis io ti battezzo nel nome del Padre,
del Figlio e dello Spirito Santo”.
Lascio a Betzy cento soles per comperare una
grande torta per tutti i malati del reparto e festeg-
giare così il sacramento del battesimo.
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