Page 59 - JUANA
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OMAR

                  Dopo tre giorni intensi e belli passati a Mu-
               naypata nella parrocchia “Santiago apostol” te-
               nuta dai sacerdoti bergamaschi, sto scrivendo in
               combi da La Paz a Villa San Roman. Da La Paz a
               Desaguadero sono due ore, si attraversa il con-
               fine e dalla Bolivia si entra in Perù. Poi ci sono
               altre tre ore da Desaguadero a Puno e un’ora
               da Puno a Juliaca. Il viaggio non è comodo, so-
               prattutto per narrare di Omar, ma il panorama è
               bellissimo. Il gelo forte dell’inverno, unito al sole
               intenso, brucia la terra che appare riarsa. Alcuni
               contadini zappano una terra dura e ingrata, alcu-
               ne vigogne stanno pascolando vicino a dei lama.
               Siamo vicino alle sponde azzurre del grande lago
               Titicaca, il lago più alto del mondo.
                  Per prendere un po’ di forza in Perù non si
               beve caffè, magari con grappa, ma si mastica
               coca. Tolgo le foglie dal mio sacchetto colorato
               e lo richiudo meticolosamente; taglio dalle foglie
               il gambo secco, ne riunisco otto belle e ampie e
               me le metto in bocca. La saliva inizia ad ammor-
               bidire le foglie secche di coca. Quando sono più
               morbide inizio a masticare, con la lingua faccio


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