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sicure per andare a visitare regolarmente i miei
               fratelli missionari e stare con loro alcuni giorni
               in ogni stazione della Missione. Prima di iniziare
               ogni viaggio ero solito pregare Dio affinché mi
               assistesse e la Vergine Maria perché lei stessa mi
               guidasse: non potevo proferire altra preghiera se
               non affidare loro tutto me stesso. Solevo ripetere
               la seguente preghiera: “Signore, mi affido a te.
               Non ho nulla da perdere, nemmeno la vita stessa;
               tu sai che l’ho già data a te nella mia professio-
               ne di fede e nella mia ordinazione sacerdotale.
               Maria, Madre mia, assistimi sempre”.
                  Durante una di queste visite ai miei fratelli,
               lunedì 18 ottobre del 1993, festa di San Luca
               Evangelista, ero pronto per partire dalla nostra
               casa di formazione nella parrocchia di Mpeketo-
               ni, dove avevamo i nostri aspiranti e postulanti
               keniani. In quel luogo questi giovani keniani
               passano due anni di formazione in preparazione
               al loro anno di noviziato in Tanzania. Durante
               quella visita avevo accettato altri quattro nuovi
               candidati keniani per iniziare il loro programma
               di formazione.
                  Con me c’erano anche tre volontari maltesi
               che si trovavano in Kenya da un po’ di tempo e

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