Page 70 - JAMES
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caldo si è fatto insopportabile e la lurida zanza-
riera sarebbe una puzzolente cappa insopporta-
bile. Si sono fatte le tre e sono in un bagno di
sudore. I topi rosicchiano i legni del tetto. Passa
una mezz’ora e, nel pieno del silenzio, un gallo
canta nella capanna facendomi esplodere in una
risata isterica. Le tre galline e il gallo si sono
svegliati, ma sono nascosti sotto il giaciglio dove
dormo. Cosa faccio ora? Zanzare, ratti, gallo e...
alla fine si mette a urlare il muezzin! Verso le 4
del mattino mi addormento stremato, ma con nel
cuore una grande pace. Cavolo! Questo è il sa-
pore forte della povertà, la puzza della povertà,
il fumo della lampada a petrolio che ha reso la
mia gola un fuoco e che mi ha reso gli occhi ros-
si. Questo è il puzzo della povertà: l’odore forte
della povertà ma, proprio in questo paradosso,
Papa Francesco continua a dirmi che quello è il
santuario di Dio e che i poveri sono il suo volto,
la sua carne e le sue ossa. Se non riesco a vederli
qui come potrò pensare di vederli in un misero
pezzo di pane ed in un po’ di vino?
Tornato in albergo Caterina mi accoglie con
molta curiosità e mi dice:
“Ma come puzzi di fumo!”.
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