Page 47 - JAMES
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Non è la prima volta che dormo in queste
condizioni. Dalla prima volta nella capanna di
Nekesa a oggi ci sono stati il campo profughi in
Iraq, le capanne del delta del Mekong, le abi-
tazioni povere del Messico tra i narcotrafficanti
per arrivare, il mese scorso, al campo profughi
di Fuheis, in Giordania.
Respiro profondamente e il cuore si riempie
di pace. Accarezzo la stanca mucca e le do anche
un bel bacio. Mi avrà perdonato definitivamen-
te? Uno sguardo agli assonnati polli e al gatto
che mi sembra invece dormire in modo meno
profondo. Lui non lo accarezzo, ma gli auguro
buona notte e di non dormire troppo per fare la
guardia dai serpenti.
Apro la porticina e sono nuovamente dentro.
Jimmy si è svegliato e sta prendendo acqua da
una lurida tanica gialla. Me ne offre una tazza,
ma poi la ritira.
“Padre, meglio che non beva questa acqua”.
Dal mio zaino estraggo la bottiglietta che mi
sono portato. La finisco tutta! Jimmy mi augura il
buon riposo. Tolgo gli scarponcini. Un ratto at-
traversa il pavimento e una piccola rana mi guar-
da illuminata da una fievole luce che penetra
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