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te per la cena. Il problema della comunicazione
               al villaggio è forte. Everlyne parla poche parole
               di inglese, ma Jimmy è un ottimo interprete! La
               sera sta calando. All’orizzonte un grande sole
               arancione sta tramontando. Fuori dalla capanna
               è acceso un focherello sul quale bolle un pen-
               tolone. I bambini fanno festa... le altre famiglie
               vengono a salutare e poi si ritirano.
                  Entriamo nella capanna. Descrivere l’interno
               di questa povera abitazione fatta di fango e fra-
               sche non è semplice. La prima prepotente do-
               manda è: ma come si fa a vivere qui dentro? In
               Italia una stalla è più bella... almeno è di mattoni.
                  Il pavimento è costituito da terra battuta. Le
               pareti sono di frasche e argilla e, come risultato,
               hanno spifferi da tutte le parti. Dal tetto in ma-
               kuti, dalle povere ed elementari pareti possono
               penetrare lucertole, topi, rane, serpenti, zanzare,
               mosche e... calabroni.
                  La casa di Santina ha un piccolo spazio per
               quella che potrebbe essere una modesta cucina.
               Mi fanno sedere su di un giaciglio. Ma appena
               mi siedo... ecco le formiche. Non te ne accorgi
               anche se sono grosse grosse. Risalgono lungo i
               pantaloni, la tshirt... Vicino a me c’è il fratellino
               di Santina, Ramsey. Poverino, deve essere stato


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