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MAUA: LA DETENUTA CHE PENSA AL PARADISO

         da con dolcezza e mi risponde: “Sai cosa ho
         pensato preparandomi alla morte? Se esiste
         Dio domani sarò in paradiso, in un luogo bello
         dove mai ho vissuto, in una situazione di vera
         gioia, dove non esiste la pena di morte, dove
         non esiste angoscia, dove non esiste il male,
         dove non esiste il sangue, dove non esiste
         impiccagione. Se invece Dio non esiste sarà
         finito questo inferno comunque!
            Ti devo dire che scegliere tra la fine dell’in-
         ferno o l’inizio del paradiso non è stato imme-
         diato; nei tempi di profonda depressione mi
         dicevo: ‘Dai, tra quindici giorni tutto è fini-
         to, non soffrirai più’. Poi all’interno di queste
         tristi considerazioni si faceva avanti con dol-
         ce prepotenza l’idea di Dio e del paradiso.
         Ricordo che mi addormentavo pensando al
         paradiso. E mi risvegliavo serena pensando al
         paradiso... Ora, padre, io penso al paradiso!”.
         Questa meravigliosa frase mi rivolta come
         un calzino! Pensare al paradiso. Ma io penso
         al paradi so, o ai quattro individui che hanno
         creduto di rovinarmi la vita e a quelli che li
         proteggono? Scrivendo e ripensando a Maua
         oggi sono convinto che questa mia nuova vita

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