Page 21 - Halima
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CINQUANTA EURO

         lutamente nulla e lei davvero non la cono-
         sco. La guardo negli occhi: “Come ti chiami?”
         – “Rosaria, padre, e vengo da Leffe tutte le
         mattine, vengo qui a pregare e poi vado in
         cinque famiglie, sono una donna di servizio:
         pulisco i pavimenti e lavo la biancheria…”. Mi
         commuovo ed inghiotto saliva. Rimango lì,
         con quei 50 euro in mano, davanti agli occhi
         i suoi capelli bianchi e le sue mani callose.
         Quei soldi sono per me una reliquia di quel
         lavoro umile, sono una reliquia della fede
         di quella donna, una reliquia della sua cari-
         tà gratuita e per me un potente pugno nello
         stomaco: mai tradire la fiducia di un povero.
         In aereo, per tutta la notte quei soldi non mi
         hanno lasciato dormire; ho ricordato anco-
         ra come a Vasto, nel 47.mo viaggio, quella
         signora di 85 anni, visibilmente a disagio a
         Palazzo D’Avalos, dopo la presentazione del
         libretto “Sol” da parte di Valentina (Alazraki) e
         di Franca (Giansoldati), mi mette in mano 50
         euro… Ecco da dove vengono i nostri soldi.
         Ma questi non sono soldi, sono reliquie della
         vita di altri poveri pieni di fede, carità ed umil-
         tà che offrono quello che hanno per vivere

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