Page 70 - HUGO
P. 70

Rimango così alcuni momenti. Il direttore mi
               dice che è la prima volta che un prete cattolico
               entra da dopo la strage. Anche a Garissa era stato
               così. Guardo quel pavimento che è stato lavato
               dal loro sangue. Mi inginocchio, mi inchino e
               traccio con le mani un segno della croce su di
               esso e lo bacio. Poi mi rialzo e guardo quegli
               occhi che avevo percepito come feroci. Sono
               pieni di lacrime e sembrano avere grandi rimorsi.
               La commozione è forte!… ha bisogno di molto
               tempo per essere digerita ed interiorizzata.
                  Abbraccio tutti i prigionieri che hanno la loro
               ora di aria. Poi passo cella per cella stringendo
               le mani a tutti i reclusi. Entro in una cella aperta.
               Per terra c’è un piatto di minestra piccante di
               qualche detenuto. Alzo il piatto e, con un po’ di
               ripugnanza, inizio a mangiare con le mani per-
               ché non ci sono posate. Si tratta di una sorta di
               minestra con fagiolini, carote, patate e un chilo
               di peperoncino. Avverto che c’è olio in abbon-
               danza ma decido di finirla. Mi guardano felici
               che io abbia gustato quel cibo di merda. Molte
               volte con i poveri non bisogna dare, ma si deve
               condividere! Salutiamo tutti e, accompagnati dal
               coro e da alcuni carcerati con striscioni di benve-


               68
   65   66   67   68   69   70   71   72   73   74   75