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a superare una prova. Come splendono davanti
               a me questi poveri! Che ammirazione e che for-
               midabile statura interiore: senza titoli di studio,
               ma con una dignità che non ti viene dal sapere
               tante cose, ma da una interiore e solida maturità
               spirituale, in cui la fede la fa da signora.
                  Mentre faccio i panini, con la carta verde e
               bianca, penso a noi rammolliti, pieni di nozio-
               ni, di cultura, definizioni teoriche, di etichette,
               lontani da tale maturità interiore. Pieni di paure,
               di antidepressivi, di medicine per curare una di-
               sperata ansia che più curiamo con pastiglie e più
               riesplode violenta.
                  Lisette, Flor (l’anziana signora), non pren-
               dono farmaci, nonostante abbiano visto la testa
               tagliata del figlio e dello sposo. Io mi ricordo
               lo scorso anno quanto mi abbia spaventato la
               testa tagliata che ho visto attaccata a una porta.
               Ero tornato in Italia con un uragano nel cuore.
               Questa volta mi ritrovo a vendere atole in questa
               sacca di sofferenza e di dolore. Vendere ciocco-
               lata in un oceano di dolore, vedere i loro volti,
               le loro braccia muscolose, i loro panni logori e
               rammendati. È un balsamo che mi cura il cuore.
               Provo la forte sensazione di essere sulla strada


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