Page 103 - HUGO
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nocenti per colpire un colpevole che fugge... E
poi colpevole di che cosa? Con questi pensieri
ostinatamente continuo a vendere cioccolata in
mezzo all’orrore! E sono loro, i poveri, i veri
martiri di questa guerra che è coperta, a regalare
luce in questo abisso di tenebre e orrore.
Devo andare. Mi tolgo il mio elegante grem-
biulino, scatto una fotografia e Laura la figlia di
Lisette si avvicina e mi dice:
“Don Gigi, io ho vent’anni, ma ti giuro che
mi hai insegnato di più in queste 4 ore che con
un milione di parole. Ti aspetto qui il prossimo
anno a vendere con me atole. Promettimelo”.
Mi abbraccia forte e mi dà un grosso bacio.
Negli occhi intravedo commozione e una lacri-
ma. Gliela asciugo con le dita e me le porto alla
bocca.
“Ora ho bevuto le tue lacrime Laura! Ti porto
con me, sei nel mio cuore, ci sono e ci sarò sem-
pre, e tu continua a starmi vicino. Ci sentiamo
presto. WhatsApp mi permette di essere con te
ogni giorno”.
“Te lo giuro, don Gigi, ci sentiamo presto”.
Con una carezza la saluto e con Sandy mi
avvio verso casa.
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