Page 61 - Hazar
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cicatrice di Alex in Messico, il tassinaro colpito dai
               narcotrafficanti, oppure le vaste e orrende ferite
               dei sette feriti che abbiamo incontrato a Gaza nel
               2014. Questa volta le cicatrici del giovane curdo,
               papà delle due bellissime bimbe, sono molto di-
               verse: mentre a Gaza e in Messico quelle ferite
               erano causate da motivi di guerra e di egoismo
               qui la cosa è molto diversa. Quell’uomo è stato
               ferito perché cristiano, perché odiato per la sua
               fede e a motivo della sua fede costretto a lasciare
               tutto. Notate bene cari lettori, questi uomini che ho
               incontrato, queste famiglie cristiane, questo ottimo
               cristiano, potevano evitare di lasciare Mosul o la
               Piana di Ninive se solo avessero rinnegato la loro
               fede! Invece no! La fede non si rinnega, si lasciano
               le cose, si lascia la vita, ci si lascia ferire o ammaz-
               zare. Questa cosa ha il potere di commuovermi
               profondamente, mi rigira le budella! Quell’uomo
               porta nel suo corpo il segno dell’appartenenza a
               Gesù, in certo qual modo porta nel suo corpo
               delle stigmate. Quanto sono potenti questi viaggi,
               che grande antidoto e medicina alla mia vita! Non
               potrò mai più dimenticare Saluan e la sua famiglia.
               Lui è una provocazione formidabile. Voglio stam-
               parmi una sua foto e voglio che lui sia una mia

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