Page 28 - Hazar
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iniziò operazioni militari in modo sincronizzato.
               Tutti i villaggi furono attaccati dalle loro milizie
               alla stessa ora”.
                  Il ragazzo mi parla di uomini alti un metro e
               novanta, con grandi muscoli. Autentici giganti! La
               gente spaventata era costretta a lasciare le proprie
               case solo per il fatto di essere cristiana.
                  “Amici mi hanno raccontato di aver visto vil-
               laggi come cimiteri, completamente vuoti e senza
               anima viva. Chi rimaneva, veniva ucciso o si con-
               vertiva allo Stato Islamico. In tutta la Piana di Nini-
               ve hanno iniziato a rompere croci e a distruggere
               statue. Una situazione terrificante”.
                  Il ragazzo prosegue:
                  “Essere cristiani qui, padre, è tante volte ri-
               schioso. Questo mondo musulmano non ammette
               eccezioni: o ci si sottomette all’islam o si muore.
               Per essere cristiana la mia gente sopporta l’esilio,
               viviamo in container, quei container che hai visto
               a Erbil questa mattina”.
                  Mentre parla, il ragazzo mi chiede amicizia su
               FaceBook e nella pagina di Fondazione Santina
               posta un video di 5 minuti in cui una croce viene
               divelta dalla cupola di una chiesa.
                  Qui e nella vicina Siria le chiese hanno fatto
               una brutta fine! Mentre il giovane robusto mi parla,

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