Page 23 - Hazar
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MANGESH
Alle 10 giunge a prendermi a Erbil padre Yo-
shia Sana, il parroco di Mangesh, dal quale sarò
ospite in questa settimana. Saliamo in macchina
e partiamo per il piccolo paese di circa 3000 abi-
tanti a un’ora dal confine con la Turchia e la Siria.
Mentre il confine turco è praticabile, quello per la
Siria è impedito dalla presenza dell’ISIS. Il nostro
viaggio è di circa 2 ore e 40 minuti. Sono sei i
posti di blocco che dobbiamo superare, ma trovo
grande rispetto per noi sacerdoti da parte di tutto
l’esercito iracheno. Sono ancora assonnato per le 4
ore di riposo notturno, ma interessatissimo a capi-
re questa terra e i cristiani che qui vivono. Mentre
scrivo, sono seduto sui gradini della canonica a
Mangesh e, anche se sono le sei del pomeriggio,
ci sono ancora 37 gradi. Il caldo iracheno è formi-
dabile! Il nostro fuoristrada passa a dieci minuti di
macchina dalle postazioni dell’ISIS. Siamo proprio
vicino al califfato nero. Il padre mi mostra la strada
che percorre una steppa molto simile a quella di
Baghdad. Iniziamo a parlare dell’ISIS e di come
i cristiani della vicina Mosul siano stati fatti scap-
pare, per avere salva la vita. Ormai a Mosul non
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