Page 24 - Hazar
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esistono più cristiani e le chiese sono incendiate
e distrutte.
Molti musulmani sono scappati perché non
fedeli allo Stato Islamico, ma padre Yoshia mi di-
ce che la loro accoglienza è problematica perché,
quando vengono accolti, comunque si sentono
superiori ai cristiani e impongono le loro abitudi-
ni. L’aiuto, dunque, deve andare prima di tutto ai
cristiani. La scelta di conoscere Mangesh, Araden e
altri piccoli paesi sul confine con Siria e Turchia è
la scelta di giungere al Kurdistan più dimenticato.
Mentre vicino alla capitale Erbil vedo le insegne
dell’ONU, man mano che saliamo verso il nord,
costeggiando la Piana di Ninive, tale presenza è
meno evidente e i campi profughi permangono
nella loro accresciuta povertà. Giungiamo a Man-
gesh e entro nella canonica. Qui non c’è corrente
elettrica tutto il giorno e dunque c’è un generatore
che mantiene la possibilità di un frigorifero e po-
che altre cose, come un cellulare. Il caldo è molto
forte, i servizi igienici sono ridotti all’essenziale: c’è
una turca per i propri bisogni, con la difficoltà di
dover prendere l’acqua da un pozzo.
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