Page 29 - Hazar
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non mi rendo ancora conto di essere in Iraq, un
Iraq pieno di sofferenza e di sangue! È ormai buio
e faccio fatica a scrivere, ma Ragheed continua a
parlare, come un torrente in piena scorrono le sue
parole:
“Padre ascolta questa storia pietosa, che riguar-
da due povere vecchie di 78 e 80 anni. Si trovava-
no a Mosul e non ascoltarono i richiami dell’ISIS a
lasciare la città. Forse non li capivano neppure...
Una mattina la più giovane si avvia come tutti i
giorni alla chiesa ma, all’ingresso dell’edificio, due
uomini le dicono di tornare a casa. La sorella la
accoglie perplessa, mentre si interrogano su chi
fossero quei due. Le vecchie sono chiuse in casa
quando gli uomini di Daesh sfondano la porta e si
meravigliano nel vedere le due vecchie rimaste in
casa. Chiedono loro perché non se ne sono andate
e poi le lasciano rimanere per circa una decina di
giorni. Iniziò così il tentativo di convertirle. Ogni
giorno portavano cibo e ogni giorno dicevano loro
di convertirsi all’islam dal cristianesimo”.
Mentre il giovane parla e sto scrivendo, mi vie-
ne alla mente la storia di Pauline, la vedova di Rami
a Gaza che, dopo averle ammazzato il marito, gli
islamisti tentavano di convertire facendo promesse
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