Page 34 - Grecia
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dopo un’ora, finalmente, fermiamo un’ambulan-
za vuota di passaggio. Carichiamo il cadavere e
lo portiamo alla camera mortuaria”.
Mentre scrivo a distanza di alcune ore sento
ancora il pianto delle due Marisol.
La figlia offre acqua alla mamma. Io rifiuto.
“Marisol, parlami del sicario!”.
“Tu pensi che gli assassini siano uomini ma-
turi, professionisti votati all’arte di ammazzare.
Ma non è così. Sono piccoli, non ancora mag-
giorenni. Quel ragazzo aveva più o meno 17
anni, non aveva in mano nulla, solo la pistola,
a volto scoperto. Freddamente ritorna e, con un
implacabile odio, finisce la vittima probabilmen-
te già morta, studiando esattamente dove colpire:
la testa per distruggere il pensiero, il cuore per
distruggere la capacità di amare, la mano che
ha dato troppo poco denaro perché chi vede si
spaventi e paghi la Cuota che deve pagare. Un’a-
natomia perversa di male che devasta il gesto di
morte del semplice uccidere...”.
Rimango allibito. Il foglio di carta sul quale
scrivo in modo maniacale per non perdere det-
taglio si riempie in modo vorticoso.
“Io, padre, da allora, vivo all’inferno. Il ra-
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