Page 33 - Grecia
P. 33
dai proiettili, massacrato. La testa è spappolata.
Forse rimane la quarta parte di quello che erano
i tratti del suo viso...
E qui, padre, arriviamo al secondo gradino
dell’orrore. Chiedo aiuto ai vicini, siamo buoni
amici da anni, loro mi daranno una mano, loro
mi aiuteranno. Mi guardo attorno. La strada si è
svuotata. Dalle finestre alcuni amici sono affac-
ciati. Li chiamo per nome. Chiudono la finestra.
I più anziani rimangono quieti seduti sulle loro
vecchie sedie ai margini delle strade. E mi dico-
no: ‘Cosa possiamo fare noi?’. Nessuno si muove,
tutti sono diventati sordi. Nessuno si compro-
mette... e ti scopri sola. Ma è meglio essere sola
che vedersi aprire la porta della casa di fronte
e veder uscire tua figlia, la moglie di colui che
hanno ammazzato, che grida dal dolore, che ri-
entra in casa e poi esce, rientra... Vado verso il
portoncino. Busso e la accolgo tra le mie brac-
cia. Siamo sole e io, spaventata, spaventatissima
perché lui il ragazzino sicario ha visto il mio viso
mentre lui uccideva. Mia figlia ed io trasciniamo
con fatica il cadavere dentro il negozio. Neppure
la proprietaria viene. Corriamo per la strada nel
disperato tentativo di trovare una macchina e,
31

