Page 31 - Grecia
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po alla testa. Chiudo immediatamente il portone
mentre loro si allontanano... Chiamo al cellulare
mia figlia e le dico di stare in casa. Comando,
grido, supplico mia figlia di non aprire a nessu-
no. L’avrei richiamata dopo. Poi penso agli altri
figli. Li metto tutti in casa al riparo togliendoli dal
cortiletto. Mentre faccio queste cose il silenzio
bagnato di morte scende per la strada, ogni suo-
no scompare, i negozi si svuotano, le auto non
passano! Padre, questo è tipico di ogni volta che
ad Acapulco una persona muore per violenza!
Penso che il pericolo sia passato e allora, dopo
una breve manciata di minuti, apro la porta e qui
succede il peggio... la mostruosità, una cosa che
mi ha tolto la vita, bucato le budella e il cervello.
Lui, il sicario ragazzino, è tornato e, mentre apro
la porta, lui sta sparando. Spara contro Donovan.
I nostri occhi si incontrano. Mi guarda gelido e
sprezzante, scarica il caricatore.
Rimango di pietra: un colpo alla spalla, un
colpo alle gambe, tre colpi alla pancia, due colpi
alla testa che si spappola, un colpo alla mano
che gli aveva dato denaro, un colpo di nuovo
all’inguine. Il tutto dura una manciata di secondi.
Chiudo la porta e la mia vita è stravolta, diversa.
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