Page 63 - Felix
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Poi abbiamo il Kenya. Qui c’è Ali, nel carcere di
         Mtangani, con 18 omicidi; qui, invece, ci sono due
         terroristi di Al Shabaab a Garissa che hanno tru-
         cidato e sgozzato cristiani in una strage vicino al
         campo profughi di Dadaab, in Somalia. Torniamo
         in Messico, in questo carcere, con la dedica de
         la Kaori che ha ammazzato, con il suo gruppo di
         criminali, compagni di scuola del liceo… abbiamo
         Brasile, Iraq e Striscia di Gaza…”.
            Lui mi ferma la mano, mi guarda dritto negli
         occhi:
            “Basta, prete! Tu devi essere un pazzo; ma che
         collezione disgustosa hai, ti piace raccogliere que-
         ste dediche?”.
            “Beh, non vi sono solo criminali ma anche san-
         ti: il cardinale vietnamita Van Thuan, il cardinale
         Martini, un pensiero di Madre Teresa, un prete sa-
         lesiano rapito nello Yemen dagli islamisti di Aden…
         e ora manchi tu!”.
            Lui mi guarda. Il suo sguardo sembra essere un
         po’ più dolce, oso dire più umano:
            “Ma io, a differenza di loro, non so scrivere be-
         ne, il mio spagnolo è proprio povero… non ho una
         grande istruzione”.
            “Chi se ne frega…”.

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