Page 65 - Felix
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“Porto il tuo scritto con me in Italia e ti promet-
to che mi ricorderò di loro”.
El Chaparro, a questo punto, si guarda in giro,
vede al mio polso il braccialetto colorato di San-
tina. Mi dice:
“Voglio che tu ti ricordi di me… posso farti un
regalo?”.
“Sarei felice di ricordarti!”.
Guarda il mio braccialetto colorato, guarda in
giro, si guarda le scarpe, sfila lentamente la scarpa
di destra, poi toglie la stringa rossa, ne taglia un
pezzo e poi mi prende la mano e lentamente mi
mette al polso il piccolo bracciale rosso che ha cre-
ato con il laccio delle scarpe rosso. Stringe il nodo:
“Prete matto, ricordati di me quando preghi. Te
l’ho messo al polso, così non ti dimentichi di me”.
Il gesto mi impressiona e mi commuove. Lo
guardo negli occhi, mi inginocchio e gli bacio i
piedi, come ho fatto con Angel, con i terroristi di
Al Shabaab, con la Kaori. Chiedo a una guardia
se hanno una penna che scriva bene. Trovano un
pennarello nero. Me lo passano attraverso la sbar-
ra. Lo metto nelle sue mani:
“Scrivimi anche qui, sul mio braccio destro un
augurio”.
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