Page 54 - Felix
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Due secondini mi indicano la sua cella. Il gio-
vane, sui 35 anni, si alza. È basso di statura e non
è magro; il viso è molto ampio e i capelli sono da
poco rasati a zero. Mi guarda taciturno e distan-
te. La chiave apre la serratura delle sbarre e sono
dentro. Con me ho il mio zaino con la inseparabile
Bibbia che mi conforta. Entro da solo, dopo il bre-
ve annuncio di un secondino: un prete dall’Italia
è in visita al carcere e desidera incontrarlo… Lui
acconsente forse più per ingannare il tempo che
per compiacenza.
Non è facile descrivere quello che provo in-
contrando criminali del genere. Spiegare il pro-
prio cuore è sempre un casino, ma diventa quasi
impossibile quando l’incontro è forte, dirompen-
te ed esigente! Questi incontri, anche se durano
mezz’ora, hanno il potere di svuotarti. Ti svuotano
dentro, chiedono senso.
Lui, Senen, per dire solo uno dei fatti efferati
di cui sarebbe colpevole, ha fatto ammazzare un
prete solo per il fatto che aveva rifiutato di far
battezzare il figlio di un suo parente, gerarca del
sanguinario cartello di cui Senen è il capo indi-
scusso. Il triste fatto risale al 30 aprile del 2014.
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