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e minacciare la tua vita per chiedere ai secondi-
ni di assecondare alcune richieste. Questo fatto
mi era stato detto nelle carceri del Perù, poi del
Messico... e infine anche qui!
“Ero prigioniero e siete venuti a visitarmi”,
così scrive il Vangelo, e mentre sono seduto in
mezzo a loro mi viene forte nella testa una do-
manda: “Ma perché loro sono qui e io invece
sono seduto in un comodo studio a Roma? Sono
peggiori di me...? Vedi in che miseria si vive qui?
Non leggi nei loro occhi la disperazione di una
vita di stenti, miseria e malattia? Il colore della
tua pelle per loro è un forte pregiudizio!”.
Respiro profondamente. Il vescovo Joe parla
in inglese e due prigionieri traducono in soma-
lo... Poche parole e poi ci alziamo. Li abbraccio
e loro rispondono. Sento forte la loro puzza, il
loro sudore. Sono tutti giovani. Chiedo di visitare
una cella, le cucine, mangio un boccone di ugali
e con l’ugali inghiotto la loro infelicità. Oggi,
giorno del Mercoledì delle Ceneri, ho visitato
l’inferno...
Lasciamo in un profondo silenzio il carcere.
È mezzogiorno e dobbiamo recarci all’università
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