Page 22 - Diana
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fatica e con una certa ripugnanza, trovo scritto il
mio nome e cognome, la mia data di nascita… e
una parte bianca: la data della mia morte.
Confrontarmi con il mio futuro sepolcro, con
la mia futura tomba, non è per niente piacevole e
nell’animo sento sempre rifiuto, il potente rifiuto
della morte che è in ognuno di noi e che, davanti
alla mia tomba, diventa doloroso è traumatizzan-
te. È così dal 29 dicembre 2012, da quando il mio
nome sta lì attendendo le mie ceneri! Poi, con gli
occhi carichi di lacrime, guardo il suo nome, le par-
lo e le chiedo di darmi fede e di farmi vivere bene
la mia vita. È allora che il nome di Santina, inciso
sulla stessa pietra, ha il potere di calmarmi. “Non
avere paura, figlio mio, sono qui io ad attenderti,
sto pregando per te, non ti scoraggiare, non impa-
stare il cuore nelle cose del mondo, fregatene della
carriera, del successo, della bella figura; organizza
la tua vita per l’eternità perché qui è bellissimo,
qui è la vita vera!”. Risento le sue parole di quan-
do era straziata sulla carrozzina. Il giorno del mio
venticinquesimo di sacerdozio mi disse: “Ubbidi-
sci, prega, stai con il Signore perché la gioia del
Signore sia la tua forza!”.
Uno splendido arcobaleno, nelle ore della se-
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